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Campionato Italiano Quinzano – Le Testimonianze Dei Vicitori

Positive e entusiasmanti le riflessioni di Elisabetta Curridori e Massimo Cigana riguardo il Campionato Italiano a Quinzano.

Molto dettagliate le osservazioni di Elisabetta, più breve ma incisivo l’intervento di Massimo

Elisabetta Curridori

Io e Jim siamo arrivati a Quinzano venerdì (Jim Thijs è il mio compagno, ex triatleta professionista, belga. Ora è allenatore e mi accompagna alle gare in qualità ti fidanzato/manager/assistente/meccanico). Durante il tragitto dall’aeroporto all’appartamento siamo rimasti colpiti nel notare che, nei comuni interessati alla manifestazione fosse già presente la segnaletica stradale ad indicare la chiusura del traffico indetta in previsione della gara.

Grazie alle indicazioni chiare semplici ed efficaci trovate sul sito web dell’organizzazione, avevo già un’idea riguardo i percorsi delle 2 frazioni di corsa e della bici. E’ stato molto utile inoltre il link alla traccia GPS scaricabile dal sito del Venus Team, grazie al quale ho potuto provare i percorsi il giorno della prima della gara.

Spettacolare la prima frazione run nel verde delle campagne tra casolari e fattorie, fino ad arrivare al giro di boa posto al 5°km. Ho trovato geniale il passaggio nel Borgo di Monticelli, affrontando un piccolo strappetto in salita in sterrato, con successiva scalinata, che ha contribuito a rendere particolarmente dura ed impegnativa la prima frazione di corsa. Anche il percorso bici ha soddisfatto le mie aspettative: 40km “senza scia” giro unico, sulla carta un percorso piatto e quindi, a detta di tanti, semplice senza alcuna difficoltà. Secondo il mio parere, invece, un percorso che ti obbliga a pedalare senza un attimo di riposo, una cronometro di 40km che dopo i 10km di corsa pesa più di una salita anche solo per la presenza di un semplice cavalcavia. Stupendi i paesini attraversati in cui tanto pubblico ci ha accolto con applausi ed incitazioni. Strade sicure ed asfalto in buone condizioni. La seconda ed ultima frazione di corsa nel parco della zona nord di Quinzano è stata pure molto faticosa considerando che in gran parte abbiamo corso su strada sterrata con cambi di pendenza e bruschi cambi di direzione. Il giorno della gara l’organizzazione è stata impeccabile: tutti gli orari sono stati rispettati, dall’apertura/chiusura della zona cambio alla partenza. Questo è un aspetto fondamentale per un atleta dovendo gestire pasti pre gara e riscaldamento. I percorsi erano ben segnalati ed i punti critici, in corrispondenza di incroci, ben sorvegliati. Strade completamente chiuse al traffico, nessuna possibilità di errore. Una gara all’altezza di un campionato italiano di duathlon classico perfettamente in linea con le competizioni di lunga distanza nel resto d’Europa. D’altra parte però, confrontandola con le gare ITU o SUPER LEAGUE, il fatto che la prima frazione di corsa sia un bastone di 5km e la bici un giro unico di 40, fa sì che la gara sia meno spettacolare per chi la osserva.

Unico aspetto critico sono stati i punti di ristoro presenti nella prima frazione run a 2,5km – 5km – 7,5km che offrivano dell’acqua in bicchieri su un tavolo tutti quanti troppo vicini, purtroppo nel tentativo di afferrarne uno, io stessa ne ho fatti cadere 5 o 6 senza essere riuscita a bere.

Per quanto riguarda la mia prestazione, nonostante sapessi di essere in forma, mai avrei pensato di poter vincere. Da novembre ho deciso di dedicarmi interamente al triathlon seguita da Bella Bayliss (16 Ironmans vinti in carriera) e adottando il suo metodo, ho da subito notato grandi miglioramenti. Inoltre, abbiamo incrementato i carichi di lavoro di bici e corsa in seguito ad un infortunio alla spalla che non mi ha consentito di nuotare per ben 2 mesi e da qui è nata l’idea di partecipare ai campionati italiani di duathlon classico. Se da una parte io non fossi per niente convinta di poter vincere, dall’altra, Bella mi trasmetteva grande fiducia.  Al punto di consigliarmi di provare ad impostare il ritmo durante i primi 10km, qualora mi fossi trovata nel gruppo di testa. Ho interpretato la frazione di bici come una cronometro di 40km stando attenta ad avere sufficiente energia per gli ultimi 5km di corsa. Arrivata in T2 con oltre 3min di vantaggio sulla seconda atleta, e onestamente non con tanta energia rimasta, ho fatto del mio meglio per mantenere e provare ad incrementare il vantaggio. Soltanto gli ultimi 200m quando Jim mi ha porto la bandiera dei 4 mori, ho realizzato ed avuto la certezza  di aver vinto.

P.S. Il giorno prima della gara Jim mi ha detto che al traguardo di sarebbe fatto trovare con la bandiera dei 4mori…se avessi vinto! In risposta, mi son messa a ridere!

Massimo Cigana

Gara decisamente positiva in tutti gli aspetti, non ho riscontrato nessun tipo di sbavatura, percorsi chiusi al traffico e altamente spettacolari! Anche il pre e post gara sono stati ben organizzati in tutto.

Essendo un campionato italiano erano presenti moltissimi specialisti, si respirava un’elettricità e un nervosismo diverso rispetto ad altre gare. La mia prestazione è stata decisamente buona. Ho gestito molto bene i primi 10km memore degli errori che avevo fatto due anni fa nonostante fossi riuscito a vincerla anche allora. Quest’anno non ho mai spinto a fondo, ho dosato bene le forze in modo da essere subito pronto a spingere forte sui pedali su un percorso decisamente adatto alle mie caratteristiche…leggermente ‘ondulato’ e con molto vento. Il vantaggio accumulato nei 40km in bicicletta mi ha permesso di vincere con un bel margine di vantaggio sui miei avversari. La formula in un unico giro nella prima frazione run e poi bike la trovo azzeccata anche per non creare confusione tra atleti.

Vincere un titolo assoluto da ultra quarantenne non è affatto facile perciò la soddisfazione è enorme!

Ci vediamo a Sulzano per il Triathlon Sprint del 22 luglio 2018, vi aspettiamo numerosi!

Per maggiori info e iscrizione CLICCA QUI

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